La struttura Magia & Miracoli Suite Apartments è una bellissima proprietà che offre aria condizionata e internet Wi-Fi. Magia & Miracoli Suite Apartments è una villa / casa di campagna / agriturismo che dispone di un totale di due unità indipendenti. La proprietà può accogliere comodamente fino a quattro persone in due camere da letto con due bagni. La struttura Magia & Miracoli Suite Apartments è situata nel centro di Corteolona (Italia), e solo a 52 km da Milano.
Cosa ti aspetta
All'arrivo sarai accolto dal proprietario o dal gestore della tua bellissima casa vacanze, una proprietà pulita e tenuta in ottime condizioni con vista sulla città, perfetta per una tranquilla vacanza in Lombardia. Uno dei fattori che rende il soggiorno in una casa vacanze più piacevole di quello in più camere d'albergo, è la possibilità di rilassarsi tutti insieme dopo una lunga giornata di visite turistiche; un'occasione per godersi un pasto insieme a famiglia e amici con del buon vino locale per concludere al meglio la giornata. Questa casa vacanze è una proprietà con più unità abitative ideale per un gruppo di amici o conoscenti che viaggiano insieme ma vogliono avere una zona giorno e una zona notte privata pur condividendo con il resto del gruppo alcune aree comuni. In ogni unità c'è una cucina completamente accessoriata per la preparazione dei pasti.
Località vicine
Alla maggior parte dei turisti piace visitare città e località nelle vicinanze mentre si trovano in vacanza quindi, per aiutarti a pianificare le tue gite fuori porta, ti proponiamo una lista di mete popolari raggiungibili in auto con le rispettive distanze (in linea d'aria) dalla casa vacanze: Milano 52 km, Monza 64 km, Bergamo 92 km, Como 96 km e Parma 100 km.
Alcune altre destinazioni turistiche famose da prendere in considerazione per una eventuale visita sono: Firenze 271 km, Viareggio 231 km, Forte Dei Marmi 219 km, Roma 550 km, Venezia 291 km e Milano 52 km.
Informazioni Aggiuntive
Aeroporti più vicini (distanze in linea d'aria): Milano (lin) 50 km, Bergamo (bgy) 92 km, Milano Malpensa (mxp) 95 km, Genova (goa) 133 km e Bologna (blq) 183 km.
Servizi aggiuntivi
Lezioni di cucina - Impara le tecniche necessarie per padroneggiare la cucina italiana in presenza di uno chef del luogo. Il proprietario può programmare un evento in cui uno chef si presenta alla proprietà per tenere una lezione di cucina per qualunque sia il numero di persone nel tuo gruppo che voglia partecipare. È un modo carino per passare del tempo in compagnia di amici e famigliari mentre si imparano i segreti classici per preparare sfiziosi piatti italiani una volta tornati a casa propria. Non esitare a contattarci per ulteriori dettagli ed informazioni sui costi supplementari.
Il Punto di interesse più vicino è senza ombra di dubbio il famoso Castello di Belgioioso
Il Castello di Belgioioso è un monumento sito a Belgioioso
Fu probabilmente fondato da Galeazzo II nella seconda metà del secolo XIV in un’estesa proprietà dei Visconti nel territorio ove in seguito sorse il paese di Belgioioso. Il nome “Zoioso” fu forse attribuito al castello per l’amenità del luogo e per la felicità che un tempo doveva recare il soggiorno in quella terra.
Il duca Gian Galeazzo II vi soggiornò ripetutamente; tanto cara gli era la dimora a Belgioioso che, con una sua lettera del 22 dicembre 1393, proibì la caccia ai cervi e a qualsiasi altra selvaggina fino a Bereguardo-Vigevano e Abbiategrasso. Inoltre questo provvedimento è citato anche nel famoso testamento del 1397 in cui il Duca ordina che per rimedio e suffragio dell’anima sua si edifichi un monastero, casa e chiesa certosina, sul territorio pavese “in loco turris de Mangano”. Il duca però escludeva dalle donazioni ai certosini il grandissimo parco presso il Castello di Pavia e le possessioni di Bereguardo e Belgioioso.
Il Castello al giorno d’oggi
Da splendida residenza di campagna del Principe di Belgioioso, a luogo d’incontro di scrittori, filosofi, musicisti e artisti, sede di esposizioni che fanno tendenza e raccontano la storia del costume del nostro paese.
Il castello di Belgioioso è oggi un prezioso monumento di grande valore storico- artistico, da tramandare alle generazioni future, ma anche un efficace motore per lo sviluppo socio-economico e culturale del territorio. Grazie all’Ente Fiera dei Castelli di Belgioioso e Sartirana, che da anni ne ha fatto la sede di importanti manifestazioni culturali, mostre e fiere di livello nazionale.
L’editoria, l’ambiente, l’antiquariato e l’abbigliamento d’epoca sono le vocazioni del castello di Belgioioso, che con un fitto calendario di appuntamenti ogni anno richiama almeno 600 aziende espositrici e oltre 80.000 persone.
Alcuni sono ormai appuntamenti “storici”, come
Parole Nel Tempo, piccoli editori in mostra;
Amicolibro, libri per diventare grandi;
Parole In Tasca, mostra del libro tascabile ed economico
Officinalia e Vivere al Naturale, due appuntamenti per i consumatori più consapevoli e sensibili alla tutela ambientale;
Expo Scuola Ambiente e Ri-Ri risorsa rifiuti, due manifestazioni per fare il punto sull’educazione ambientale;
Fashion Vintage Show, sofisticata vetrina per chi cerca un proprio stile;
Mostra di Antiquariato, tradizionale incontro di mercato e cultura.
Armonia, festival di proposte di benessere olistico
Bravo, i maestri artigiani al Castello di Belgioioso
A questi si aggiungono manifestazioni non periodiche, concerti, feste e soprattutto grandi mostre, come “I piaceri della vita in campagna”, che ha inaugurato una lunga serie di esposizioni d’arte
La trasformazione di una residenza aristocratica come il Castello di Belgioioso in un polo culturale, fruibile sia all’interno che all’esterno (gli splendidi giardini) a un vasto pubblico, è stato il primo obiettivo degli attuali proprietari del castello.
E’ infatti un gruppo di privati che nel 1978 acquista ampia parte del castello e tutto il giardino neoclassico. L’edificio era decisamente trascurato, disabitato, chiuso, inaccessibile e aveva perso ogni caratteristica abitativa. Le prime risorse si concentrarono sul recupero delle aree che avrebbero permesso di valorizzare il monumento e di aprirlo al pubblico, riproponendo, in forme attuali e moderne, quei caratteri di benessere e di svago propri del luogo di feste concepito da Antonio I, Principe di Belgioioso, e dal figlio Alberico XII..
Per far tornare a vivere i saloni, senza introdurre cambiamenti sostanziali, è stato necessario individuare nuove motivazioni, differenti da quelle squisitamente aristocratiche delle origini, e in grado di attrarre in una zona periferica un turismo culturale sensibile alle testimonianze del passato. Ecco perché, allo scopo di facilitare la realizzazione del progetto e di avvalersi di tutte le opportunità connesse alla nuova destinazione, venne sottoscritta, nel 1985 una convenzione tra la proprietà che s’impegnava alla realizzazione di un’ area espositiva permanente e l’associazione culturale Centro d’Arte e Cultura Castello di Belgioioso, che desiderava valorizzare e far conoscere il complesso momumentale attraverso l’organizzazione di eventi culturali, mostre e concerti, fiere e convegni.
Nel marzo 1992 la Prefettura di Pavia rilasciava il definitivo certificato di autorizzazione al pubblico spettacolo, successivamente anche il Comune di Belgioioso concedeva la Licenza di Agibilità per una superficie complessiva di 3620 mq. con indicazione delle prescrizioni d’uso.
Da quella data, nel giro di pochi anni, riconosciuto il valore nazionale di diverse iniziative culturali, l’Associazione anche su indicazione della Regione Lombardia di concerto con l’Amministrazione Provinciale di Pavia ha dato vita all’Ente Fiera dei Castelli di Belgioioso e Sartirana.
L’ Ente Fiera vanta ormai una trentennale esperienza nella programmazione di mostre e appuntamenti d’arte e può oggi contare sul sostegno e sulla collaborazione della Regione Lombardia e delle principali istituzioni locali, oltre che sul patrocinio dei Ministeri di volta in volta interessati.
Le sue manifestazioni rappresentano un punto di riferimento anche per lo sviluppo e la promozione turistica ed economica del territorio. Presente e futuro sono quindi intimamente legati nell’obiettivo di continuare a fare cultura e diffondere informazione. Approfondendo soprattutto, ma non esclusivamente, quegli argomenti che hanno visto il castello di Belgioioso fare da pionieristico apripista su temi quali il mercato dell’arte antica e moderna, la piccola editoria, la scuola e la didattica, ma anche l’ agricoltura biologica e biodinamica, l’ alimentazione naturale, l’ ecologia domestica, fino al recente interesse per la moda d’epoca, che ha contribuito a diffondere anche in Italia la passione per il vintage. Dal successo di queste e di tutte le prossime manifestazioni nascerà la possibilità di proseguire nel restauro del castello.
E i progetti davvero non mancano.
Se ancora non sai se vale la pena partire, eccoti 10 buoni motivi per visitare Pavia e l’Oltrepò:
1. Qui ha abitato Einstein
Sapevi che persino Einstein ha soggiornato a Pavia? Nel 1894 i suoi genitori si trasferirono in città a Palazzo Cornazzani - già dimora di Ugo Foscolo - e lo scienziato vi trascorse alcuni mesi facendo passeggiate nell’Oltrepò e girando in bicicletta lungo il Ticino.
2. È la città del sapere
Non tutti sanno che Pavia vanta una delle Università più antiche d’Europa. Per conoscerne la storia si visitano i suoi musei: il Museo di Storia Naturale, il Museo della Tecnica elettrica, quello di Mineralogia, l’Orto Botanico e il Museo per la Storia dell’Università. Quest’ultimo ospita la Sala Scarpa dedicata al famoso medico anatomista, la Sala Porta con reperti e preparati sperimentali realizzati dal chirurgo nell’Ottocento, la Sala Golgi, dedicata al premio Nobel Camillo Golgi, la Sala Volta, riservata all’inventore della pila e il gabinetto di Fisica dell’Ottocento.
3. Le sue chiese sono senza pari
C’è il Duomo quattrocentesco con le reliquie delle Sante Spine di Cristo, i resti di San Siro, protettore di Pavia, e i ricchi dipinti di Carlo Sacchi. Ma c’è anche la Chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro, nota perché custodisce i resti di Severino Boezio, del re Liutprando e di Sant’Agostino, dottore della Chiesa: la sua arca è uno dei più bei monumenti del trecento gotico. Da non perdere anche San Michele Maggiore, del 1118, e la chiesa di Santa Maria in Betlem, nel borgo Ticino, conosciuta anche come la “casa di Santa Maria della Stella”.
4. Le sue scarpe sono da museo
Basta visitare Vigevano per scoprire il Museo Internazionale della Calzatura, che espone sia modelli antichissimi, sia quelli che hanno fatto la storia della moda più recente. Dalla Pianella di Beatrice d’Este alle creazioni di Manolo Blahnik, uno spazio non solo per amanti del tacco 12, ma per tutti coloro che vogliono approfondire l’evoluzione del costume e l’artigianato di Vigevano.
5. È una terra...spumeggiante
Si esplora l’Oltrepò Pavese per andare a scovare le più rinomate cantine. Perché sì, anche Pavia è una terra dall’antica vocazione vinicola e qui si possono degustare vari nettari: dai rossi ai rosati frizzanti, dalla Bonarda al Barbera al Riesling profumato, dal Moscato al Malvasia, dal Cabernet al Pinot Nero, per un totale di 36 diverse tipologie, tutte DOC.
6. Ha alcuni tra i borghi più belli d’Italia
Non solo ottimi vini. Nell’Oltrepò si incontrano alcuni dei Borghi più Belli d’Italia: Fortunago, Zavattarello e Porana. Tutti e tre garantiscono atmosfere suggestive, monumenti ricchi di storia e ottimi piatti tipici. Merita una visita anche Varzi, dove si produce un delizioso salame DOP.
7. Si passeggia al coperto
Il ponte coperto di Pavia, che sormonta il fiume Ticino, è uno dei simboli della città. Quello che vediamo oggi è la ricostruzione dell’antico ponte trecentesco, seriamente danneggiato durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, tant’è che i vecchi piloni sono ancora visibili nelle acque del fiume. Aperto sia al traffico delle auto, sia ai pedoni, ha una targa dedicata al 50° anniversario della morte di Albert Einstein, che reca una frase scritta dallo scienziato in una sua lettera: “Die schöne Brücke in Pavia habe ich oft gedacht” (“Ho spesso pensato a quel bel ponte di Pavia”).
8. Il suo teatro è un piccolo gioiello
È grazie all’impegno di quattro nobili pavesi, il conte Francesco Gambarana, il marchese Luigi Bellingeri Provera, il marchese Pio Bellisomi e il conte Giuseppe Giorgi di Vistarino, se Pavia oggi può vantare uno splendido teatro. I lavori iniziarono nel 1771 e terminarono nel 1773, mostrando a tutti un capolavoro: il teatro Fraschini, progettato da Antonio Galli Bibiena. Dalla tipica forma a ferro di cavallo, è impreziosito con una serie di palchetti e da un soffitto in legno interamente dipinto. Artisti come Renzo Ricci, Cesco Baseggio, Vittorio Gassman e Dario Fo, hanno calcato la sua scena.
9. È la capitale del riso
Con circa 80mila ettari interamente dedicati alle risaie, Pavia è la capitale italiana del riso. La pianura che si estende tra la Lomellina e il Pavese si presenta come un grande specchio che riflette il cielo e i paesaggi: affascinante, costellata di cascine, ricca di tradizione e storia, questa terra vi conquisterà non solo prendendovi per la gola.
10. La Certosa di Pavia
Immerso nelle campagne intorno a Pavia, a pochi chilometri dal centro cittadino, vi troverete di fronte agli occhi uno dei massimi capolavori italiani del Rinascimento: la Certosa di Pavia.
Il monastero è stato fatto costruire da Gian Galeazzo Visconti come cappella di famiglia, collegato al castello tramite il Parco Visconteo. La costruzione iniziò il 27 agosto 1396 e fu Gian Galeazzo stesso a porre la prima pietra.
La chiesa fu coperta per volere di Francesco Sforza nel 1462, mentre il chiostro grande, costituito da arcate in cotto sostenute da colonne in marmo, venne terminato nel 1472. La facciata della Certosa è decorata con una serie di medaglioni che ritraggono personaggi – storici o leggendari – dell’antichità.
Più in alto si trovano rappresentate le scene della vita di Cristo e dell’Antico Testamento e figure di Santi e Profeti. Entrando nella chiesa noterete l’originaria struttura gotica, ispirata al Duomo di Milano, le sue tre navate sono coperte da volte a crociera con decorazione di cieli stellati e figure di Santi e Certosini. Gli affreschi dedicati alle famiglie degli Sforza e dei Visconti si trovano nel transetto di sinistra.
La Certosa di Pavia ha aperto il suo museo al pubblico, per la prima volta, nel 1911. Al piano terra del Museo della Certosa sono esposti circa 200 calchi in gesso dei rilievi della facciata, dei chiostri e di altre parti del monastero. Al primo piano si trovano paramenti, sculture, pale, dipinti su tavola, altorilievi marmorei ed i ritratti dei Visconti e degli Sforza.
I CASTELLI DI PAVIA
Pavia è una Provincia ricca di storia e la presenza di numerosi castelli nel suo territorio lo dimostra. Il più importante e meta di turismo è il Visconteo di Pavia, protetto da un fossato. Costruito da Galeazzo Visconti, non solo è sede di musei, ma vanta anche splendide sale che ancora conservano preziosi affreschi di età viscontea e sforzesca.
A Pavia, il turismo culturale porta fuori dai confini cittadini fino al Castello Sforzesco di Vigevano, situato nella parte alta della città. Ottimamente conservato, affascina con il Giardino e la Loggia delle Dame e il Museo Internazionale della Calzatura, allestito al primo piano.
Tra gli altri castelli da non perdere spicca Belgioioso che, a differenza dei primi due, si mostra come un'imponente residenza aristocratica, circondata da giardini in stile neoclassico. Fu restaurata negli anni Settanta e oggi ospita manifestazioni culturali ed eventi. Proseguendo lungo la Via Francigena, incontriamo il maestoso castello di Chignolo Po, una delle più fastose residenze castellane di campagna, tanto da essere conosciuto come la "Versailles della Lombardia".
Vieni a visitare i castelli di Lombardia e scopri le architetture militari e le rocche di Pavia: ognuna di loro ha storie da raccontare.
LA VIA FRANCIGENA
La Via Francigena, il percorso che dalla Francia conduceva pellegrini e crociati alla Terrasanta passando per Roma, è candidata a entrare nel patrimonio dell’umanità Unesco. Una notizia importante per la sua capacità di valorizzare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico dei territori che attraversa questo storico percorso.
Il tratto italiano della Via Francigena è lungo circa 945 km e Pavia è una delle tappe che il pellegrino deve toccare lungo il suo cammino.
Sono 4 le tappe della Via Francigena in provincia di Pavia: da Robbio a Mortara (14 Km), da Mortara a Garlasco (20Km), da Garlasco a Pavia (24 Km) e da Pavia a Santa Cristina (28 Km). Percorrerli significa anche compiere un viaggio attraverso l’arte romanica e gotica, di cui sono presenti significative testimonianze.
Da Robbio a Mortara
Tappa molto breve che attraversa i verdi prati della Lomellina, coltivati a riso.
Da segnalare la chiesa di San Valeriano a Robbio, tappa fondamentale sulla Via Francigena dell’XI secolo perché offriva accoglienza ai messi papali e imperiali e l’Abbazia di Sant’Albino a Mortara che nel Medioevo divenne tappa spirituale dei pellegrini diretti a Roma e tuttora l’abbazia offre accoglienza nella struttura adibita a ospitale.
Da Mortara a Garlasco
Lasciata l’Abbazia di Sant’Albino inizia un percorso tra i campi e boschi che attraversa Remondò e Tromello, tappa dell’itinerario di Sigerico. Punto d’arrivo a Garlasco presso la Chiesa di S. Maria Assunta.
Da Garlasco a Pavia
Da Garlasco e dal Santuario della Madonna della Bozzola e dal vicino Gropello Cairoli, si prosegue per Bereguardo e Zerbolò attraverso un suggestivo itinerario nel Parco del Ticino; appena fuori dell’abitato si scoprono la campagna, le risaie, gli aironi, i boschi e un’affascinante strada lungo l’argine.
Basta lasciarsi guidare dal fiume per conquistare Pavia, dove val la pena fermarsi un po’ più a lungo per visitare le sue chiese.
Da Pavia a Santa Cristina
L’ultima tappa è la più rurale; corre lungo la campagna pavese che abbraccia Santa Cristina e Bissone, dove i pellegrini, contattando la parrocchia, possono trovare ospitalità. Oltre all’ostello, dove è probabile che abbia pernottato Sigerico, esisteva un’abbazia dove sostò anche Corradino di Svevia. Presso il Palazzo Municipale è possibile visitare il Museo Contadino della Bassa Pavese.
L’itinerario passa poi per Linarolo, si ferma al Castello Trecentesco di Belgioioso e all’oratorio di San Giacomo della Cerreta, dove la chiesa dedicata all’omonimo Santo costituiva un punto di ritrovo per molti pellegrini, fa tappa al Castello di Spessa Po e a quello Cinquecentesco di San Zenone al Po – terra natia del famoso Gianni Brera – per seguire infine l’argine del Po e del Lambro e arrivare a Lambrinia, frazione di Chignolo Po. Qui la Via Francigena riprende il percorso lungo il tratto lodigiano dell’Itinerario di Sigerico.
Fermata Bus Corteolona-Genzona Cavallotti - 300 mt
Stazione Ferroviaria Pavia - 15km
Aeroporto Milano Malpensa 95 km
Aeroporto Milano Linate - 50 km
Aeroporto Bergamo Orio Al Serio - 90 km
parcheggio pubblico gratuito adiacente alla casa secondo disponibilità